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Rinnovo Ccnl Cooperative Sociali

Il giorno 28 marzo 2019 è stata firmata la bozza di accordo per il rinnovo del Ccnl Cooperative Sociali, sottoscritta e validata entro il 20 maggio 2019 in via definitiva.

Le principali novità sono:

  • aumenti retributivi previsti in 3 date al 01.11.2019, al 01.04.2020 e al 01.09.2020.
  • una tantum di € 300,00 per i dipendenti in forza alla data sottoscrizione accordo, proporzionata alla percentuale di part-time, da erogare in due rate a maggio e luglio 2019.
  • eliminazione dell’istituto ERT ed introduzione di PREMIO TERRITORIALE DI RISULTATO legato ai parametri aziendali e non più provinciali.
  • attivazione deroga sulla durata dei tempi determinati che ritornano ad avere durata massima di 36 mesi (40 mesi per disabili/svantaggiati). Il personale a tempo determinato non può superare il 30% del personale a tempo indeterminato.
  • introdotte nuove figure professionali tra le mansioni.
  • aumento della percentuale dello 0,5% a carico azienda sul contributo della previdenza complementare.

ANF – nuove modalità di presentazione

L’Inps ha deciso una drastica inversione di tendenza per la richiesta degli assegni per nucleo familiare (ANF).

Da Aprile 2019 i lavoratori dipendenti dovranno predisporre la richiesta ANF solo online tramite sito Inps. Il modulo cartaceo, da consegnare al datore di lavoro, resta valido solo per i dipendenti agricoli.

Da ora in poi, sarà l’Inps, che una volta ricevuta la domanda online, determinerà gli importi da assegnare al nucleo familiare.

In sintesi la procedura sarà la seguente:

  • il lavoratore (direttamente o tramite patronati) presenta domanda online nel sito Inps.
  • il sito rilascia ricevuta di presentazione (con i vari step di lavorazione). Solo in caso di rigetto della domanda, al lavoratore viene inviata comunicazione dall’istituto.
  • il lavoratore consegna al proprio datore di lavoro la ricevuta di presentazione della domanda; successivamente il datore di lavoro (direttamente o tramite intermediario aziendale), consulta il cassetto previdenziale e scarica le risultanze degli importi destinati ai soggetti richiedenti, per poi applicarle in cedolino paga.

Resta, invece, invariata la procedura online per richiedere l’autorizzazione ANF (ad esempio per i soggetti non coniugati/separati/conviventi).

INAIL – Nuova classificazione rischi

L’istituto dopo anni di stallo, visto il mutare del sistema produttivo, ha rivisto tutta la propria classificazione dei rischi assicurativi, procedendo con sistemazione voci rischio, raggruppando attività od eliminandone alcune voci (comprese le Pat ponderate).

L’istituto ha provveduto altresì a modulare i tassi in riferimento alle nuove voci di rischio, tendenzialmente anche riducendo l’impatto economico dei tassi per le aziende.

In sostanza dal 2019 abbiamo un nuovo sistema classificatorio delle attività.

I “nuovi” tempi determinati dopo il Decreto Dignità

Con l’entrata in vigore della L. 96/2018 del 12.08.2018, i tempi determinati si riducono da 36 a 12 mesi.

Solo occasionalmente, è possibile prorogarli a 24, con specifiche motivazioni.

Il numero massimo di proroghe previsto è di 4.

Ogni rinnovo (riassunzione) aumenta il contributo di addizionale Aspi dello 0,5%, ed è necessario motivarlo.

In deroga a quanto previsto dalla legislazione, i Ccnl possono prevedere, in ragione di particolari attività di settore, durate superiori dei tempi determinati.

 

 

 

Nuovo modulo scelta TFR

Il Dm 22 marzo 2018 ha attuato quanto previsto dalla legge 124/2017 che prevede la possibilità di una destinazione parziale del TFR ai fondi pensione.

Il lavoratore può scegliere di :

  1. mantenere il TFR in azienda (nelle imprese con almeno 50 dipendenti viene versato al Fondo tesoreria INPS)
  2. di devolverlo al Fondo pensione integralmente se non ci sono previsioni diverse dei contratti collettivi
  3. di devolverlo in parte al Fondo pensione, quando il contratto o accordo collettivo lo prevede e indica la relativa percentuale.

Il nuovo modello TFR2, su cui esercitare la scelta, prevede che il trattamento di fine rapporto venga conferito integralmente o nella misura prescelta, in conformità alle previsioni delle fonti istitutive collettive.

Nuovo Esonero Contributivo per i contratti a tempo INDETERMINATO

L’ esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, prevede nuovi sgravi per le assunzioni/trasformazioni di operai, impiegati o quadri con contratto di lavoro a tempo indeterminato, effettuate da tutti i datori di lavoro privati a partire dal 1° gennaio 2018.

Restano esclusi dal beneficio i contratti di apprendistato, di dirigente, di lavoro intermittente o a chiamata  e di lavoro domestico.

L’esonero contributivo spetta a condizione che, l’assunzione con contratto di lavoro subordinato riguardi soggetti che non abbiano compiuto il trentesimo anno di età (trentacinque anni per le sole assunzioni effettuate nel corso dell’anno 2018) e non siano stati occupati a tempo indeterminato con lo stesso o altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

Si precisa che, eventuali periodi di lavoro domestico, di lavoro intermittente a tempo indeterminato e di lavoro autonomo svolti in precedenza, anche presso il medesimo datore di lavoro, non sono ostativi al riconoscimento dell’agevolazione.

L’ incentivo, della durata di 36 mesi, è pari al 50% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di €. 3.000 annui (da riparametrare e applicare su base mensile).

La stessa agevolazione trova applicazione, per un periodo massimo di dodici mesi, in caso di conferma, dopo l’ 01.01.2018, del lavoratore al termine del periodo di apprendistato, a condizione che il lavoratore, al momento del mantenimento in servizio, non abbia compiuto il trentesimo anno di età. In quest’ ultima ipotesi, l’agevolazione trova applicazione a decorrere dal primo mese successivo a quello di scadenza dell’ulteriore anno di beneficio contributivo previsto dalla normativa in tema di apprendistato.

 

Casi particolari, il beneficio:

  1. non spetta in presenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato stipulato all’estero;
  2. nei confronti di due rapporti di lavoro part-time a tempo indeterminato, spetta ad entrambi i datori di lavoro purché la data di assunzione sia la medesima (in caso contrario, l’ agevolazione spetterebbe solamente al datore di lavoro che ha per primo effettuato l’assunzione);

Allo scopo di agevolare le verifiche rispetto al possesso dei requisiti sopra citati, l’INPS ha realizzato un’apposita utility, attraverso la quale è possibile acquisire le informazioni in ordine allo svolgimento di precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato. E’ comunque necessario, avvalersi di un’autocertificazione da parte del dipendente interessato agli sgravi.

 

Novità 2018: Lavoro e Previdenza

A partire dal 1° Gennaio 2018 le maggiori novità su lavoro e previdenza, a seguito dell’approvazione della nuova legge di bilancio, sono:

Nuovi sgravi – Contributi previdenziali ridotti del 50%, per i datori di lavoro privati che, assumono con contratto a tempo indeterminato, soggetti con meno di 35 anni (solo per il 2018) e meno di 30 anni (dal 2019), i quali non abbiano avuto in precedenza rapporti di lavoro a tempo indeterminato. L’agevolazione si applica anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine. La riduzione, su base mensile, potrà avere una durata massima di 36 mesi con riduzione dei contributi fino alla soglia di 3mila euro annui.

Bonus 80 euro – La soglia di reddito che garantisce i 960 euro annui di “bonus Renzi” passa da 24mila a 24.600 euro; mentre, per averlo in proporzione in base al reddito la soglia si alza da 26mila a 26.600 euro.

Congedi di paternità – Passano da due a quattro i giorni di congedo di paternità obbligatori, che il padre lavoratore può chiedere al proprio datore di lavoro.
I giorni sono fruibili, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita (o dall’ingresso in famiglia) del minore.
Inoltre, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.
Per questi giorni di “assenza” è riconosciuto un trattamento economico nella misura pari al 100% della retribuzione a carico INPS. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata con i contributi INPS.

Contributi dirigenti terziario – Il contributo al Fondo Mario Negri dovuto dal datore di lavoro in relazione ai dirigenti del terziario sale dal 14,18% al 14,46%.

 

 

 

Elemento Economico di Garanzia

Con la retribuzione di novembre 2017, le aziende del terziario corrisponderanno ai propri dipendenti aventi diritto un Elemento Economico di Garanzia (Eeg).

L’Elemento Economico di Garanzia spetta ai lavoratori a tempo indeterminato (anche gli apprendisti) ed ai contratti di inserimento in forza al 31 ottobre 2017, che risultino iscritti nel libro unico del lavoro da almeno sei mesi.

L’importo teorico è pari ai seguenti importi:
– Quadri, 1° e 2° livello (aziende fino a 10 dipendenti): euro 95,00;
– Quadri, 1° e 2° livello (aziende oltre 10 dipendenti): euro 105,00;
– 3° e 4° livello (aziende fino a 10 dipendenti): euro 80,00;
– 3° e 4° livello (aziende oltre 10 dipendenti): euro 90,00;
– 5°, 6° e 7° livello (aziende fino a 10 dipendenti): euro 65,00;
– 5°, 6° e 7° livello (aziende oltre 10 dipendenti): euro 75,00;

L’importo effettivo spettante dovrà essere calcolato in proporzione all’effettiva prestazione lavorativa svolta nel periodo 1° gennaio 2015 – 31 ottobre 2017 e le frazioni di anno saranno computate, a tutti gli effetti contrattuali, per dodicesimi, computandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni.

Al riguardo, Confcommercio ha precisato che nei mesi di effettiva prestazione lavorativa rientrano anche i periodi di congedo di maternità. Devono, invece, essere esclusi i seguenti periodi di astensione dal lavoro per Congedo parentale, Permessi e aspettative non retribuiti, Sospensione con ricorso alla Cigs, Malattia e infortunio, limitatamente ai periodi durante i quali non vi sia alcuna integrazione retributiva a carico del datore di lavoro.

L’importo dovrà inoltre essere riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale.

L’importo dell’Eeg è assorbito, fino a concorrenza, da ogni trattamento economico individuale o collettivo aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal ccnl corrisposto successivamente al 1° gennaio 2015.

L’Eeg non è inoltre utile ai fini del calcolo di nessun istituto di legge o contrattuale, ivi compreso il Tfr e, deve essere assoggettato a contribuzione ordinaria e a tassazione corrente.

Delibera aumento Commercio

Le parti sociali hanno sottoscritto un accordo integrativo per il Ccnl Terziario del 30 marzo 2015. In particolare hanno previsto la corresponsione nel mese di marzo 2018 della tranche di aumento, precedentemente sospeso a novembre 2016.
Il nuovo accordo stabilisce che la tranche sarà erogata nel mese di marzo 2018 e, inoltre, è stata posticipata la scadenza del CCNL Terziario al 31 luglio 2018.

Obbligo di denuncia per gli infortuni inferiori a 3 giorni

Dal 12 ottobre 2017 anche gli infortuni che hanno prognosi di un giorno, oltre quello dell’infortunio, devono essere comunicati all’Inail. Si tratta di una delle novità introdotte con il decreto n. 183/2016 con il quale è stato istituito il SINP, il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro.

La finalità dell’obbligo è solo statistica e informativa.

Dal 12 ottobre 2017 i datori di lavoro dovranno, quindi, trasmettere per via telematica all’Inail la comunicazione a fini statistici ed informativi di tutti gli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e,  sempre per via telematica, la denuncia a fini assicurativi degli infortuni, che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni. Entrambe entro 48 ore a decorrere dalla ricezione del certificato medico.

In caso di mancata comunicazione anche se di solo un giorno al datore di lavoro potrà essere soggetto a sanzioni.

Ricordiamo che, la la tenuta obbligatoria del registro infortuni è stata abrogata dal 23 dicembre 2015 (art. 23 D. Lgs. n. 151/2015).